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18 06 2013 | Rimini | Crisi Alfad, Fillea: Proprietà mistifica nostro operato

Martedì, 18 Giugno 2013

tortora-chiaroRimini | Crisi Alfad, Fillea: Proprietà mistifica nostro operato 

Alfad, stipendi non pagati. La notizia secondo cui la proprietà intende velocemente procedere alla “rateizzazione degli stipendi arretrati”, ha mandato su tutte le furie la Fillea Cgil di Rimini. Non per la notizia in sé, ma per le modalità con cui i lavoratori l’hanno appresa (un comunicato stampa della proprietà). Il sindacato chiede maggiore condivisione.
La Fillea ha seguito “con apprensione e preoccupazione in questi mesi – spiega Anna Battaglia – la situazione dei lavoratori e delle lavoratrici” dell’azienda di allestimenti fieristici. “Ci preme sottolineare, per onestà intellettuale ed obiettività di cronaca, che la situazione riguardante il mancato pagamento delle retribuzioni delle maestranze risale a ‘tempi non sospetti’, ovvero a periodi precedenti le vicende giudiziarie del signor Mario Formica”.
Ed è direttamente a Formica che la sindacalista si rivolge senza giri di parole. “Gli rammentiamo che le richieste dell’organizzazione sindacale inerente la sottoscrizione di un ‘piano di rientro delle retribuzioni arretrate’ che calendarizzasse i tempi dei pagamenti delle stesse, sono sempre rimaste lettera morta, e che la direzione aziendale ha sempre asserito di non essere in grado di stabilire tempi certi per tali pagamenti”.
Ora l’indagine attorno alla sorella sammarinese di Alfad, e i relativi sequestri, non fa ben sperare i lavoratori, rendendo “ancora più difficoltoso l’onorare i crediti delle maestranze”. Tuttavia Fillea non ritiene “corretto che si possa ‘mistificare’ il nostro operato, e soprattutto ritenere, o peggio ancora, far trasparire un comportamento di ‘sotto stimata valutazione’ della situazione dell’Alfad da parte del sindacato”. Mai ritenuto, quindi, “che la situazione dell’azienda non fosse preoccupante”.
Battaglia si domanda perché la proprietà “non ha mai ritenuto di dover o poter concordare un piano di rientro? Perché il signor Formica lamenta la mancata autorizzazione dei pagamenti e non opera invece nei modi richiesti e dovuti al fine di poter ottenere tale autorizzazione?”. Ma non è tutto qui.
“Enunciare che nessun ammortizzatore sociale è stato utilizzato e nessun dipendente licenziato da parte della direzione aziendale fino ad oggi, suona alquanto fuorviante”, spiega la sindacalista. “L’apertura di una eventuale cassa integrazione presuppone un calo di lavoro che, fino a poco tempo fa, non corrispondeva alla realtà aziendale. I mancati licenziamenti sono stati, di fatto, ‘sostituiti’ da dimissioni volontarie o dimissioni per giusta causa da parte dei dipendenti stanchi di operare in un clima di ‘incertezza’ e di una ‘non chiara prospettiva’ e, ovviamente, per evidenti problemi economici”.

 


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